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26 ott 2020

Buon Vento Enrico!

Enrico Massa, “l’Enrico” alla salentina maniera, Enrico per tutti i velisti della nostra Zona, si è spento questa settimana, colpito da un male che lo ha sospinto, in pochi mesi, nella partenza anticipata che non si può riparare. Una maledetta bandiera nera ce lo ha portato via. 

Un lutto che lascia attonita l’intera comunità di velisti pugliesi che lo conosceva sin dai tempi in cui nel 1972, con FJ con a prua Fabio, veniva battezzato velista nel “mare santo” di Torre Chianca a Porto Cesareo, in quella baietta magica che ti marchia velista a vita. Forse per questo motivo Enrico ha fatto vela e ha professato vela fino alla settimana scorsa. 

È la seconda volta quest’anno che sono messo a dura prova dovendo salutare e ricordare un amico fraterno, con cui ho condiviso miglia e miglia di regate e di vita insieme, che se n’è andato. Una prova a cui volentieri mi sarei sottratto se Enrico, a modo suo, non me lo avesse fatto promettere!  A questo punto credo che condividere una conversazione privata tra me e Enrico sia il modo migliore per aiutarmi a scrivere e per coloro i quali non hanno avuto il piacere di conoscerlo, capire chi fosse Enrico Massa. 

Siamo al 14 aprile scorso, in pieno lock-down, con il compianto Peppo Russo che ci aveva appena lasciato. Avevo scritto per Peppo un ricordo, l’ultimo saluto pubblicato sui siti FIV. Condivisi il link con molti di voi, ovviamente tra questi Enrico, il quale mi rispose su WhatsApp in questo modo: 

Enrico: Caro Presidente, addolorato dalla perdita ma consolato dalle tue bellissime parole, mi chiedo: avrò diritto anche io ad avere da te simile trattamento? Ne sarei contentissimo! 

Io : preferisco non essere presidente che scrivere cose simili per un altro amico come te! 

Enrico: Capisco, tuttavia io mò te lo sto dicendo con sufficiente anticipo: sto ricoverato a oncologia, sto bene ed i medici sono ottimisti, anche io sono fiducioso, però, ove non dovessi farcela, mi aspetto da te, mio presidente, un trattamento, se non proprio uguale al grande Peppo, almeno tale da non farmi troppo sfigurare. 

Enrico avrebbe compiuto 60 anni ieri. Non aveva mai smesso i panni del velista agonista sapendo coniugare la sua enorme passione per la vela e per le regate con la sua famiglia, con la sua professione da avvocato e le sue passioni per la moto e per la palestra. Aveva la sua “ricetta”. Già da ragazzo aveva semplicemente stabilito che la vela sarebbe stata al primo posto nella sua vita e che stare con lui avrebbe significato, per tutti, condividere questa passione o quantomeno rispettarla. 

Enrico apparteneva a quella generazione di velisti che non ha avuto istruttori, che si è fatta grande da sola, alimentata solo da una irrefrenabile passione. Passione che ha fatto si che Enrico diventasse non solo un bravo regatante ma allo stesso tempo un trascinatore di tanti e tanti velisti che devono a lui la “prima volta” in barca a vela o in windsurf. Enrico sapeva trasferire con il suo sguardo e il suo sorriso la voglia e la curiosità di andare in barca, con il suo modo di fare agonismo sempre rispettoso dell’avversario. 

Dall’epoca dei FJ, passando alle tavole a volume nel windsurf, nella classe J24, con il suo Lupo Alberto ITA 100, barca vincente prima e barca scuola per tanti nuovi equipaggi poi, Enrico ha alimentato, talvolta anche da precursore, l’attività agonistica della nostra zona. Il suo nome si è sempre affiancato a tanti equipaggi della nostra zona delle classi Surprise e Platu25, ma sono davvero tantissimi gli equipaggi vincenti delle nostre migliori barche d’altura che lo hanno avuto nelle loro fila. E tanti, anche per quest’anno, lo avrebbero voluto come “titolare” nel loro equipaggio. Come vedi non hai bisogno di me per non sfigurare. Il tuo sorriso e la tua simpatia resteranno ricordi indelebili per tutti noi. 

Ciao Enrico, assieme ai tuoi amici del Comitato di zona, ti auguro di continuare a planare nell’infinito mare che ti accingi a navigare. 

Alberto 

Ciao Enrico amico mio, Faventibus Ventis ovunque tu sia. 

Tegolo 



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